Il nome grotto, con il quale viene frequentemente chiamato questo genere di locale nella Svizzera italiana, deriva dal termine crotto in uso nel Nord Italia. Gli studiosi pensano che il nome sia stato originato dal termine latino “crypta” o da quello medioevale “crota”, provenienti entrambi dal greco “krypta”, cioè grotta.

Il crotto nasce come ritrovo per le persone della regione, non essendoci osterie nelle vicinanze, e come luogo fresco di conserva e maturazione per stoccare vini, formaggi e insaccati.

Il crotto, a differenza della più semplice cantina, ha una caratteristica che la contraddistingue: il “sorèl”.

Il sorèl è uno spiraglio naturale tra le rocce che permette ad una corrente d’aria fresca di entrare mantenendo così una temperatura costante e ottimale, da 4 a 8 gradi sopra lo 0, per la conserva delle cibarie all’interno della crotta.

I crotti sono tipici della regione del Ticino, del Nord Italia e dei Grigioni. Se prima erano solamente luoghi in cui raccogliere e conservare i prodotti agricoli oppure in cui ritrovarsi con gli amici senza alcuna pretesa, ora sono diventati dei veri e propri ristoranti. Lentamente verso il XX secolo questi luoghi divennero dei piccoli “ristoranti” dove bisognava pagare e non si era più invitati; fino ad arrivare ai giorni nostri quando i grotti sono diventati luoghi di ritrovo per i turisti, che li riconoscono come un luogo tipicamente ticinese. Vengono serviti in prevalenza piatti e prodotti tipici della regione, come minestrone, busecca, risotto, pesci in carpione, vitello tonnato, arrosto (freddo o caldo) con insalata e patate rosolate, polenta con brasato, coniglio, cazzöla, funghi, formaggi e formaggini, zabaglione, torta di pane, pesche al vino, accompagnati da un buon bicchiere di Merlot del Ticino.