Non si può parlare di grotti e specialità ticinesi senza menzionare il vino. Fino a qualche decennio fa i contadini dovevano conservare il vino cercando delle grotte naturali. Nel corso del tempo cominciarono a costruire degli edifici accanto a queste grotte naturali, chiamati appunto grotti, oppure scavavano delle semplici fessure nella roccia per poter deporre e conservare il vino.

Il Merlot, vite originaria dalla regione del Bordeaux, rappresenta per più dell’ 80% la tipologia di vite coltivata sul territorio ticinese. 1’040 sono gli ettari dedicati oggi alla sua coltivazione e 150 produttori di Merlot che assicurano al mercato 4 milioni di litri annui.

Grazie alla divisione territoriale del Monte Ceneri, in Ticino troviamo principalmente due tipologie di terreno per la coltivazione dell’uva.

Il Sopraceneri ha un terreno con caratteristiche piuttosto acide, con un suolo duro fatto prevalentemente da rocce cristalline, come il granito e lo gneis, mentre il Sottoceneri ha un terreno più alcalino e il suolo è composto da roccia di tipo calcarea. Questo permette ai coltivatori d’uva di avere dunque prodotti finali molto diversi tra di loro.

 

 

Il clima ticinese è ideale per la coltivazione dell’uva, grazie alle molte ore d’illuminazione e alle precipitazioni corte ma frequenti. Unica problematica, dovuta alla sua morfologia, è il tasso di grandinate, il più alto in tutta la Svizzera. La grandine, infatti, tra i fattori meteorologici è sicuramente il nemico numero uno dei vigneti perché una sola grandinata può compromettere l’integrità dell’intero raccolto.

Nel 1948 il Cantone ha creato il marchio di qualità VITI riservato ai vini ticinesi che in quel periodo erano poco conosciuti. Dopo un’attenta analisi, questi vini possono vantarsi del marchio VITI, tutt’oggi riconoscibili per la loro bottiglia di tipo bordolese che ne garantisce la qualità.

Nel 1997 è nata la denominazione DOC (denominazione di origine controllata) che designa delle regole come la gradazione zuccherina e il rendimento per ettaro. Oggi il limite del rendimento è stato imposto ad 1 kg per metro quadrato per i vini di prima categoria. Grazie specialmente a questi sistemi e a molte associazioni oggi possiamo definire il Merlot del Ticino come un vino di primissima fascia nel panorama mondiale.

 

ODE AL VINO di Pablo Neruda


Vino color del giorno,
vino color della notte,
vino con piedi di porpora
o sangue di topazio,
vino,
stellato figlio
della terra,
vino, liscio
come una spada d`oro,
morbido
come un disordinato velluto,
vino inchiocciolato
e sospeso,
amoroso,
marino,
non sei mai presente in una sola coppa,
in un canto, in un uomo,
sei corale, gregario,
e, quanto meno, scambievole.
A volte
ti nutri di ricordi
mortali,
sulla tua onda
andiamo di tomba in tomba,
tagliapietre del sepolcro gelato,
e piangiamo
lacrime passeggere,
ma
il tuo bel
vestito di primavera
è diverso,
il cuore monta ai rami,
il vento muove il giorno,
nulla rimane
nella tua anima immobile.
Il vino
muove la primavera,
cresce come una pianta di allegria,
cadono muri,
rocce,
si chiudono gli abissi,
nasce il canto.
Oh, tu, caraffa di vino, nel deserto
con la bella che amo,
disse il vecchio poeta.
Che la brocca di vino
al bacio dell`amore aggiunga il suo bacio

Amor mio, d`improvviso
il tuo fianco
è la curva colma
della coppa
il tuo petto è il grappolo,
la luce dell`alcol la tua chioma,
le uve i tuoi capezzoli,
il tuo ombelico sigillo puro
impresso sul tuo ventre di anfora,
e il tuo amore la cascata
di vino inestinguibile,
la chiarità  che cade sui miei sensi,
lo splendore terrestre della vita.

Ma non soltanto amore,
bacio bruciante
e cuore bruciato,
tu sei, vino di vita,
ma
amiciziadegli esseri, trasparenza,
coro di disciplina,
abbondanza di fiori.
Amo sulla tavola,
quando si conversa,
la luce di una bottiglia
di intelligente vino.
Lo bevano;
ricordino in ogni
goccia d`oro
o coppa di topazio
o cucchiaio di porpora
che l`autunno lavorò
fino a riempire di vino le anfore,
e impari l`uomo oscuro,
nel cerimoniale del suo lavoro,
e ricordare la terra e i suoi doveri,
a diffondere il cantico del frutto.