La gazzosa è un’acqua zuccherata, leggermente gassata con vari aromi. È anche conosciuta come lo champagne dei poveri perché si beveva solamente in occasioni speciali e perché con le sue proprietà frizzanti ricordava le bollicine dello champagne. Gli ingredienti che compongono questa bevanda si possono riassumere in: acqua, zucchero, acido citrico, aromi vari, eventuali coloranti.
L’invenzione dell’acqua gassata artificialmente risale al XVIII secolo e originariamente era molto apprezzata (come pure l’acqua minerale) poiché si riteneva avesse proprietà medicinali ed era simbolo di sobrietà e salute.

Lo storico François de Capitani, nell’articolo “Les eaux minérales en Suisse” (2005), informa che nel 1790 una società svizzera di acque minerali non pubblicizzava solamente l’uso curativo, ma anche quello alimentare. Lo slogan diceva: “(…) bevute da sole o mescolate con vino, o uno sciroppo aromatico, sono persino diventate una bibita di piacere”.

 

 

In Ticino e in Mesolcina si contano una decina di produttori, anche se i dati certi sono difficilmente reperibili visto che molti producono artigianalmente a casa loro questa bevanda. In Ticino la prima fabbrica di gazzose compare nel 1883 a Mendrisio col nome “Fabbrica di Gazose e Seltz”. L’azienda importava limoni dall’Italia e produceva la gazzosa creando dapprima un concentrato di agrumi ed aggiungendovi poi acqua, zucchero ed acido carbonico. Dal XX secolo il concentrato fu sostituito dall’essenza del frutto. La produzione si stima intorno a 3 milioni di bottiglie per una capacità di 3,5 dl, dopo che negli anni ’80 si ebbe una drastica diminuzione nei consumi. Solo negli anni ’90, quando la bevanda fu scoperta dagli svizzeri tedeschi che la consumavano come un prodotto di lusso, la produzione e i consumi ebbero un’impennata notevole. Sebbene sia un prodotto che si vende bene e remunerativo non permette ai produttori della bevanda di vivere solo di questa. Infatti, il prezzo di vendita si aggira fra i 4 e i 5 franchi per bottiglia. Oggi le bottiglie della gazzosa vengono collezionate e molti turisti le portano a casa come souvenir oppure semplicemente perché sono di facile riutilizzo.

È una bevanda che si consuma maggiormente nei grotti e spesso viene utilizzata per allungare il vino bianco o rosso, specialmente quando non è di qualità eccelsa, oppure nei periodi molto caldi.